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ricevibile da satellote hotbird 13°est
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Devi sapere che,

Un impianto di ricezione TV (impianto televisivo) è un insieme di apparecchi che hanno la funzione di captare dei segnali, emessi da apparecchi trasmettitori, e trasferirli in appositi decodificatori che li trasformano in immagini e suoni.

I segnali vengono irradiati con una lunghezza d'onda portante di un certo valore ed occupano uno spazio determinato (banda di frequenza). L'intervallo di lunghezza d'onda, nel quale si inseriscono le trasmissioni televisive, varia da 47 a 862 MHz, suddividendosi in VHF, UHF, IV banda e V banda.

Secondo gli standard internazionali, le onde portanti che trasmettono informazioni devono essere emesse in gamme di frequenza comprese tra:

•47 e 68 MHz, per la banda I (canali A e B);
•81 e 88 MHz, per il canale C
; ormai pensionato
•174 e 230 MHz, per la banda III (canali da D a H1).
Fino al limite di 300 MHz le onde vengono denominate VHF. Da 300 a 3000 MHz vengono identificate dalla sigla UHF e comprendono le seguenti frequenze TV:

•da 470 a 606 MHz, per la banda IV (canali da 21 a 37);
•da 606 a 862 MHz, per la banda V (canali da 39 a 69).
Una antenna ricevente può essere definita come un apparecchio in grado di rilevare l'energia di un campo elettromagnetico e in grado di fornire, ai capi dei propri morsetti, un segnale utilizzabile nel ricevitore TV. Nello scegliere e installare una antenna si deve tenere in considerazione che l'efficienza ottenibile è condizionata sia da caratteristiche proprie dell'antenna stessa che da un insieme di fattori che variano a seconda delle situazioni.
Le caratteristiche intrinseche di una antenna sono
definite dal guadagno, dall'angolo di apertura e dal rapporto tra sensibilità nella direzione di ricezione e in quella opposta.
I principali fattori esterni si possono invece suddividere in due tipi:

•fattori strutturali.
•fattori di ricezione.


I primi comprendono caratteristiche quali l'altezza dell'edificio sul quale viene installata l'antenna, le potenziali barriere (costituite da fabbricati vicini), la lunghezza dell'impianto e la quantità di utenze.
I secondi sono dati dal livello di intensità dei segnali in arrivo, dalla loro lunghezza d'onda e dall'eventuale presenza di disturbi.

La normativa stabilisce che l'impedenza di ingresso e di uscita di tutti gli elementi attivi e passivi sia di 300 Ohm, per cavo in piattina, e di 75 Ohm, per cavo coassiale.

Le antenne devono essere costruite con materiali inossidabili e in lega leggera, in modo da poter resistere alle sollecitazioni atmosferiche. In linea generale sono costituite da elementi di alluminio o acciaio zincocromato e verniciato.

Esistono in commercio vari tipi di antenne la cui conformazione è strettamente legata alla banda di frequenza che devono ricevere. La parte più importante di ogni antenna è il dipolo: elemento capace di captare le onde elettromagnetiche, di rendere disponibile ai suoi capi una tensione e di inviarla all'impianto televisivo. Il dipolo può essere realizzato in versione semplice (rettilinea), ripiegata o in altre forme che comunque consentano un suo orientamento perpendicolare al piano di provenienza del segnale. Ai capi del dipolo viene collegato il cavo coassiale, il quale, a sua volta, viene connesso al miscelatore o al centralino dell'impianto TV. Il dipolo non viene usato da solo ma si combina generalmente con un riflettore (situato posteriormente) e con uno o più direttori (posti anteriormente).

 

In linea generale si costruiscono antenne per la ricezione di canali VHF e UHF. Le antenne VHF possono essere strutturate sia per la ricezione di un solo canale (monocanali) che per la ricezione di più canali della stessa banda (a larga banda). Le antenne UHF si distinguono in direttive a larga banda, a pannelli, per gruppi di canali e a larga banda con riflettore a cortina o diedro.

I sostegni, sui quali vengono montate le antenne TV, devono essere dimensionati in base al numero, al tipo di antenne e alla loro distanza reciproca. Occorre puntualizzare che nei cataloghi dei produttori, fra i dati riportati, figura il momento resistente disponibile, che rappresenta la differenza fra il momento resistente vero del sostegno (resistenza meccanica al ribaltamento del sostegno, misurata in chilogrammi per metro) e il momento flettente (effetto di ribaltamento dovuto all'azione del vento), calcolato per venti con velocità pari a 120 km/h sul sostegno medesimo. Operativamente è il cosiddetto momento flettente del palo la caratteristica principale da tenere in considerazione. Risulta evidente che il momento flettente ha un valore (o una incidenza) direttamente proporzionale alla lunghezza del sostegno.

 

Le norme CEI 12-15 stabiliscono una distanza minima tra le varie antenne e, in base a questa, viene calcolata la lunghezza del palo occorrente e verificato il momento resistente. Nel caso in cui il momento resistente non sia conforme (cioè superiore) al momento flettente, si deve ricorrere ad un sostegno di tipo controventato.
ell'installare un'antenna è necessario tenere conto che:

•la resa dell'impianto è legata all'altezza utile e che molti disturbi provengono dalle zone sottostanti (elettrodomestici, automobili ecc.);
•non bisogna ancorarla a camini, ma posizionarla almeno a 2 m da essi e in posizione controvento, onde evitare che i fumi di scarico del camino corrodano le funi di fissaggio o che si depositino dei residui sugli elementi, in grado di alterarne le proprietà;
•occorre posizionarla lontana dalle linee elettriche;
•è bene collocarla sul versante del tetto più lontano dalla strada, per evitare danni a cose e persone provocati da una sua eventuale caduta;
•il
palo di sostegno deve essere ben assicurato con zanche e apposite mensole;
•se le antenne sono più di una, è necessario disporre quelle più ingombranti e lunghe nella parte inferiore del sostegno, in modo da evitare maggiori sollecitazioni da parte del vento (l'antenna più bassa deve comunque essere collocata ad una altezza non inferiore a 1,8 m);
•circa 1/8 della lunghezza del sostegno (con un minimo di 40 cm) deve essere riservata per l'ancoraggio dello stesso
.

 

 

 

 

Antennista fai da te

 

L'azienda che richiede l'autorizzazione per esercitare la mansione di antennista, deve annoverare nel suo organico un responsabile tecnico (il titolare o socio) che sia in possesso di precisi requisiti tecnico -professionali:

 

• Laurea vecchio ordinamento 5 anni in Elettronica.

in alternativa:
• Diploma superiore di 5 anni in ambito tecnico, con esperienza di almeno 2 anni lavorativi in un‘azienda specializzata e abilitata, assunto come operaio specializzato.

• Qualifica di operaio specializzato (capo tecnico), presso azienda abilitata alla lettera di pertinenza per almeno sei anni consecutivi.


L'antennista, inoltre, nel rispetto del Decreto legislativo 81/08 sulla sicurezza, deve essere in possesso di attestati rilasciati da un ente pertinente:

 

• Attestato RSPP responsabile della sicurezza sul cantiere
• Attestato Primo soccorso, rilasciato dall' ASL
• Attestato prevenzione incendio

 

In aggiunta, la normativa prevede che l'antennista abbia l’obbligo di fornire ai suoi clienti il suo piano di valutazione dei rischi e di addestramento per lavorare su alta quote.


Il cliente invece, ha l’obbligo di accertarsi che l'impresa sia in regola con i seguenti documenti:

 

Visura camerale e certificato di abilitazione

• D.U.R.C (documento che attesta la regolarità dei contributi dei propri dipendenti). In mancanza del corretto versamento i dipendenti possono richiedere i contributi direttamente al committente.
• Assicurazione INAIL (assicurazione  RCT per la rivalsa INAIL)
• Valutazione dei rischi e attestati ex leg. 626
• Visura antimafia
• Certificato di nomina di un Medico competente ASL
• Nomina RLS

 

Il mancato rispetto delle normative comporta sanzioni penali e civili per entrambe le parti.
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MA.... COSA DICE LA LEGGE